Psicoterapia breve strategica, intervista al professor Nardone

Psicoterapia breve strategica

 Un trattamento terapeutico per guarire dalle fobie e non solo in tempi brevi, quasi magici… per saperne di più abbiamo contattato l’ideatore dell’intervento breve, il professor Giorgio Nardone, che ci accompagnerà nel nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica, raccontandoci anche di alcune applicazioni pratiche a disagi più o meno comuni, come la cardiofobia, la dismorfofobia, il disturbo ossessivo compulsivo.

Ma partiamo dalla storia della psicoterapia breve strategica e dalla descrizione dell’approccio nuovo, operato a partire dalla brief therapy della Scuola di Palo Alto.

Obesi a causa dell’olfatto

Oggi parliamo della spiegazione che è stata data da una ricerca scientifica recente, riguardante la patologia dell’obesità. Il legame tra la realtà olfattiva e quella dell’obesità, sarebbe molto forte, secondo la ricerca stimata dal team di ricercatori dell’Università di Cincinnati negli Stati Uniti d’America. Chi ha un olfatto particolarmente raffinato, o meglio, sviluppato, sarebbe tra i primi personaggi a rischio per costruire il proprio futuro sulla patologia dell’obesità.

A questa poi vanno a sommarsi dei dati psicologici complessi che fanno si che la persona cominci ad auto ledersi, ma andiamo per gradi. Chi soffre di questa patologia, è costretto a seguire una dieta particolare e soprattutto è obbligato anche a seguire una dieta eccessivamente riducente. L’ossessione verso la fame, infatti, è collegata ad un ormone chiamato grelina.

Stress da precarietà, i consigli dell’Eurodap per combatterlo

 Stress da lavoro precario, abbiamo già parlato degli effetti del precariato sul benessere psicofisico dei lavoratori. Chi vive una condizione lavorativa instabile, caratterizzata da insicurezza economica, incertezza sul futuro, oltre che più esposto al rischio impotenza ed in generale alle malattie, vive anche in uno stato d’animo di perenne ansia e spesso è portato a subire maggiori pressioni pur di non perdere un posto già estremamente in bilico.

In aiuto ci viene il vademecum messo a punto dall’Eurodap, l’Associazione europea disturbi da attacchi di panico. La psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’associazione, ha stilato alcuni consigli che possono essere utili al popolo, sempre più in crescita, dei precari, per affrontare la vita con meno stress e preservare il benessere mentale. Vediamoli.

Claustrofobia e prossemica

Oggi parliamo di una fobia che colpisce tanti individui: la claustrofobia. Ma procediamo per gradi: cos’è la claustrofobia? Deriva dal latino claustrum, ovvero luogo chiuso, e phobia, dal greco che significa paura. In pratica è la è la paura di luoghi chiusi, luoghi angusti dove l’individuo si sente accerchiato e privo di libertà spaziale attorno a sé.

Da una recente ricerca condotta da un team di neuroscienziati della Emory University, ed apparsa sul magazine di settore “Cognition”, sembrerebbe che la claustrofobia, sia direttamente collegata ad un errore di valutazione degli spazi orizzontali. Per i ricercatori, chi soffre di questo disturbo, evita sempre gli spazi in cui le pareti sono troppo vicine alla vista. Non è chiaro se al discorso di prossemica è legata la distorsione della percezione spaziale, oppure al contrario, ma fatto è che la claustrofobia, è una sensazione che almeno una volta nella vita tutti hanno vissuto.

Smettere di fumare, dieci buone ragioni

 Smettere di fumare, c’è chi ce l’ha fatta e da un giorno all’altro si è sentito nauseato dalle sigarette o, illuminato all’improvviso dall’inutilità che si nasconde dietro questo brutto vizio, si è reso conto che non ne valeva la pena di buttare soldi per puzzare di fumo e ammalarsi di cancro.

C’è chi invece le ha provate tutte, tra cerotti, omeopatia, gomme alla nicotina, ma ancora non riesce a resistere alla tentazione di accendersi una sigaretta. Chi scrive fa parte della prima fortunata categoria, quelli che improvvisamente si rendono conto che è assurdo fumare, che la sigaretta cancella solo apparentemente il nervosismo, poi ritorna con gli interessi e sottraendoti il respiro, giorno dopo giorno.

Autostima e sesso, cosa accade dopo la prima volta in lei e lui

 Sesso e autostima: cosa accade in lui ed in lei dopo la prima volta? Se lo è chiesto un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferente alla Penn State University negli USA. La ricerca, coordinata dalla dottoressa Eva Lefkowitz, è stata pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Journal of Adolescence.

Gli autori hanno ricavato i dati per la loro indagine da un monitoraggio della durata di quattro anni, condotto su un campione di 434 studenti e studentesse, di età compresa tra i 17 ed i 19 anni.
Di questi, 100 hanno avuto il loro primo rapporto sessuale proprio nel corso dell’analisi, il che ha permesso agli studiosi di analizzare lo stato d’animo e le emozioni provate dai giovani subito dopo la loro prima volta, con particolare riferimento proprio a cosa accadeva all’autostima.

La psiche di cani e gatti

Parliamo oggi di un argomento alquanto interessante per tutti i possessori di teneri animali domestici. Che siano cani o gatti, non è un problema, questo perché solitamente l’essere umano che ha un animale in casa, adora stare con il suo cucciolo e molto spesso lo vede e lo tratta come un rifugio psicologico per uscire dalla realtà. Tanti sono i casi anche di personaggi famosi inseparabili dai propri cuccioli, che li fanno diventare proprio come un life style.

Quello che molte persone non sanno però, è che anche il nostro fido animale domestico può sentirsi caricato di stress e di un eccessivo peso per le responsabilità di cui lo carichiamo. Questo perché vengono a diventare come spugne assorbenti delle ansie e dello stress dei propri padroncini.

Superiamo la paura

Dopo tanto aver parlato di fobie, paure, ansie e quanto altro, oggi vediamo insieme qualche piccolo consiglio da tener presente per superare le paure di tutti i giorni. La paura come ben sappiamo, ci crea l’handicap per eccellenza di immobilizzarci, paralizzare i nostri movimenti e le nostre corde vocali (spesso) nei momenti meno opportuni.

Se siamo degli ansiosi che si fanno prendere da fobia e paura in una serie di situazioni che potrebbero sembrare comuni per molti, ed addirittura ridicole alla maggior parte delle persone, andiamo a leggere questi piccoli e brevi consigli, per superare l’invadente paura che ci attanaglia.
Casi più diffusi sono, quelli in cui si ha una sorta di paura legata alle esibizioni pubbliche. In questo caso, l’apprensione di cui parliamo si chiama “ansia sociale”. Questa fa parte del funzionamento psicologico normale dell’individuo, ma in alcuni non è presente. Come mai? Bene, vediamo perché.

La sindrome di Penelope, anziane affette da nostalgia e tristezza

 La sindrome di Penelope: quel continuo, angoscioso, pacato e rassegnato aspettare che accada qualcosa, che ritorni a casa qualcuno a colmare il vuoto lasciato dagli anni, aperto come una voragine nel petto. Quella triste consapevolezza che invece non accadrà nulla, nessuno busserà più alla porta, il tempo perso non tornerà perché la vita è trascorsa ed il resto, quello che ne rimane, è contrassegnato da una solitudine e da un dolore muto destinati a durare fino alla fine dei propri giorni.

Solitudine, tristezza e nostalgia sono i tarli che rodono e consumano lentamente il benessere psicologico delle donne anziane. I ricercatori dell’Università di Messina hanno accertato, in un recente studio, che a soffrire maggiormente della sindrome di Penelope, com’era d’altra parte ovvio, sono le vedove ed in generale chi è rimasta sola per un motivo o per un altro.

Necrofobia, la paura della morte


Necrofobia, la paura della morte

La necrofobia, da necros (morte) e phobos (paura, terrore) è la paura della morte e di tutto quanto concerne questa sfera, dai cadaveri ai cimiteri alle bare, all’ossessione di poter morire che affligge di continuo la quotidianità.

A volte, la paura irrazionale e costante della morte ha origine da un evento traumatico, come aver assistito alla morte di qualcuno oppure essere rimasti gravemente feriti.
Gli attacchi possono scatenarsi anche alla vista di cose morte, da una mummia a tutti gli oggetti che rappresentano in qualche modo reperti inerenti la sfera dei defunti.

Psicologia dei disturbi erettili

La popolazione maschile tra i 18 ed i 60 anni, nel ben 10% del totale, soffre di un disturbo alquanto fastidioso, che è quello dell’erezione genitale impotente. La percentuale di cui parliamo deriva da uno studio ben preciso, che però sta dimostrando come nell’ultimo periodo con l’aumentare dello stress, arrivati circa a 40 anni aumenta ancora di più.

Questo disturbo dal punto di vista psicologico, diventa un massacro per l’uomo, ed è un problema difficile da affrontare, anche perché l’uomo ha una sorta di paura anche nel comunicarlo a medici o psicologi. Il fatto è che per “guarire” da questa patologia, c’è la necessità di parlarne. La caratteristica di questo disturbo è nota soprattutto quando diviene persistente, ovvero, quando in qualsiasi situazione, l’individuo maschio adulto prova incapacità nel raggiungere oppure mantenere una adeguata erezione, fino al termine del rapporto sessuale. Questo avviene anche nel caso in cui il desiderio sessuale sia presente.

Acrofobia, una pillola al cortisolo per guarirla

 Acrofobia, dal greco ákros, alto, è la paura delle altezze e dei luoghi elevati. Una sensazione di panico affligge chi ne soffre al punto che cammina gattoni, si piega su se stesso e cerca in ogni modo di tornare in una posizione più bassa.

In aiuto per chi ne soffre arriva una pillola al cortisolo, l’ormone dello stress prodotto dalla ghiandole surrenali, che da una recente ricerca pare possa contribuire a ridurla.
A dirlo sono i ricercatori della Basel University in Svizzera in uno studio pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.

Soldi buttati: un colpo al cuore

Oggi parliamo di una esperienza psicologica che fa comprendere veramente quanto l’uomo moderno, anche quello meno frivolo, sia legato al denaro ed ai possedimenti. Il denaro rappresenta sempre più un valore importante perché in se permette di ottenere il possesso di beni e servizi e quindi di vivere meglio. Uno strumento per gli uomini che però sta diventando veramente un martello pneumatico per il cervello con l’incremento costante della “corsa all’oro” per arricchirsi.

Una partnership scientifica tra l’ Università di Torino e l’Università di Aarhus (Danimarca) ha dimostrato infatti, anche come a livello neurobiologico il denaro sia diventato qualcosa di importantissimo, quasi a metterlo al pari della famiglia. Il cervello umano tratta di denaro proprio come un familiare. Ha parlare di questa ricerca è il “Journal of Neuroscience, Psychology and Economics”, il “The Guardian” ed anche il “Financial Times”.

Masturbazione e luoghi comuni

Oggi siamo qui per parlare di masturbazione e per eludere una volta e per tutte tutti i luoghi comuni che circondano questa pratica. Per completezza informativa, parliamo della masturbazione come pratica autoerotica che permette la sollecitazione “volontaria” degli organi sessuali maschili e femminili. Il termine deriva dal latino manus (mano) e stuprare (sporcare). Proprio dall’accezione stuprare, ne deriva infatti la sua accezione negativa che condanna questa pratica da secoli. La masturbazione in se, aiuterebbe invece ad ottenere piacere, ma soprattutto per conoscere meglio il proprio corpo.

La prima “masturbata” risale all’Egitto di 2800 anni fa ed è stato visto come un atto naturale, sfruttato dagli uomini per la regolazione dei propri liquidi corporei, mentre per le donne, legato alla cura dei propri disturbi nervosi.