Buon umore, cibi a tutta serotonina

 Giù di morale? Più che di pillole della felicità forse è giunto semplicemente il momento di mettersi a tavola con gusto, scegliendo i cibi giusti, capaci di metterci di buonumore.
Ormai la conoscono tutti, l’amica del benessere, la serotonina, la sostanza chimica che ci rende felici e ci fa stare bene, sprigionando sensazioni positive ed irradiando serenità.

Ebbene, per produrla il nostro organismo ha bisogno di triptofano. Triptofano che possiamo assumere con una dieta che includa alcuni alimenti, salvo ovviamente rispettare eventuali restrizioni se si sta seguendo un regime dimagrante o si soffre di alcune intolleranze e malattie come il diabete. Vediamo quali sono i dieci cibi che più contengono triptofano.

Stress, precariato o disoccupazione: quale fattore influisce maggiormente sulla salute mentale?

 Lo stress patologico, il distress, quello stato di tensione eccessiva, quella risposta all’impegno frustrante che porta a disfunzioni dell’equilibrio psicofisico. Chi è più esposto? La lista delle professioni più a rischio è lunga al punto che risulta inutile tentare di stilarla. Quando si pensa allo stress da lavoro viene immediatamente in mente un operaio che lavora in una fabbrica a ritmi incessanti e martellato dai rumori. Eppure, non tutti sanno che insegnanti e medici sono esposti ad un rischio di stress da lavoro altrettanto rilevante.

D’altra parte, i fattori che provocano stress possono insorgere in qualsiasi tipo di lavoro e riguardare l’impiegato di uno sportello esposto alle continue lamentele dei clienti piuttosto che un imbianchino sottoposto continuamente a turni assurdi per via dei tempi di consegna impellenti di un lavoro. Oggi però parliamo di fattori di stress meno specifici ovvero dell’esposizione al rischio, più o meno accentuata, di due categorie: i disoccupati ed i precari. Chi è più stressato?

La musica incide sulla personalità

Come vi abbiamo già raccontato qualche tempo fa, la musica che ascoltiamo è un interessante riscontro per il nostro carattere. Si possono capire tantissime cose studiando il modello chiamato Music e realizzato dalla Cambridge University. Consiglio di andare a leggere il nostro articolo che racconta di come le persone possono essere Mellow (melodiosa), Unpretetious (senza pretese), Sophisticated (sofisticata), Intense (intensa) e Contemporary (contemporanea) per capirne qualcosa in più.

Ma oltre ad avere un gusto soggettivo, la musica diventa un cardine importante per i bambini. Sembra infatti che se i genitori sin da piccoli aiutano i bambini nella scelta di un certo stile musicale, questi ultimi da grandi possono diventare sempre più vicini ad un determinato carattere. La scelta dei brani musicali ha infatti una affinità molto forte con la personalità.

Come filtrare l’ansia

In un mondo frenetico e pieno di stress, l’ansia è un fattore che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Non manca un pizzico di sensibilità ed apprensione sicuramente in chi è costretto a vivere con questo stato d’animo continuo. La condizione di ansia però permette ultimamente di essere analizzata in maniera diversa, soprattutto da quando una serie di ricercatori americani hanno cominciato a parlare di un “button”, un interruttore che permetterebbe di spegnere l’ansia, o per lo meno di mettere in disparte le paure ed isolarle nel cervello.

Il tutto è partito dall’Univestità di Stanford in California. Qui gli studiosi statunitensi hanno basato la loro sperimentazione sul cervello e sui meccanismi celebrali. Lo studio è anche stato pubblicato sulla rivista Nature nella sua edizione on line e gli è stato dedicato uno speciale interessante.

Stress e longevità: stressati dagli antistress, salvati dalla consapevolezza

 Lo stress non uccide. Senza stress c’è la morte, citando Hans Selye. Altro non è che la reazione naturale con la quale affrontiamo gli eventi, una carica reazionaria che ci spinge all’azione, al movimento. La risposta di una persona all’impegno. Poi c’è il distress, lo stress negativo ovvero eccessivo, insopportabile, disfunzionale e patologico. Ma di questo abbiamo già lungamente parlato. Oggi vogliamo soffermarci sulla relazione tra stress e longevità, una liaison reputata dangereuse da molti studi ma che viene riabilitata, insieme ad altri fattori considerati sinora demoni per il vivere bene e a lungo, da un recente studio.

Loro sono Howard S. Friedman e Leslie Martin, ultime firme di  The Longevity Project iniziato nel lontano 1921 dallo psicologo Lewis Terman della Stanford University. Un campione di 1500 persone seguite per 90 anni per scovare il segreto di un’esistenza serena e duratura.

Esaminiamo i killer del sesso

Oggi parliamo di un argomento un po’ scottante, da molti considerato tabù, da altri sfruttato ed abusato per sentirsi alternativi: il sesso. L’atto fisico di mero godimento, seppur sembra essere “il cavallo portante di una serie di ruote che fanno girare il mondo”, ha anch’esso degli acerrimi nemici che vanno sconfitti per evitare di fare figuracce sotto le lenzuola.

I nemici sono 10 in totale ed ora li vediamo in dettaglio. Il primo è la tecnologia. L’uso dei device hi tech, infatti, farebbe abbassare la voglia di eros ed il troppo materiale pornografico presente soprattutto sulla rete, abbasserebbe di continuo il desiderio degli amanti. Al secondo posto troviamo lo stress, questo porta nei maschietti alla difficoltà erettile e nelle donne ad una scarsa lubrificazione. La stanchezza è il terzo, amanti del sonno con poca vita erotica. Quarto killer è l’obesità che porta sia negli uomini che nelle donne un calo abissale del desiderio. Attenzione anche all’anoressia sessuale di cui abbiamo già parlato. Ci sono poi al quinto posto le droghe e gli stupefacenti, che seppur danno sensazioni di euforia con la riduzione inibitoria creano impotenza e difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Stress da lavoro, come riconoscerlo

 Si fa presto a gridare allo stress come malattia, ma non è tutta fatica quella che ammala. Avevamo già operato gli opportuni distinguo tra distress, stress negativo, ed eustress, stress positivo, così come magistralmente spiegato nella guida Stress e Mobbing, pubblicata dall’Isples, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Torniamo sull’argomento stress da lavoro perché in merito è intervenuto Fabrizio Daverio dello Studio Legale Daverio & Florio, in un’intervista rilasciata all’ANSA. Daverio, che è specializzato nel Diritto del Lavoro e nel Diritto della Previdenza Sociale, spiega che lo stress non è una malattia bensì la risposta di una persona all’impegno.

La paura del terremoto nei bambini

 Di fronte ad un terremoto così devastante, come quello che ha colpito in queste ore il Nord-Est del Giappone, a dominare è la paura. Terrore dilagante come uno tsunami che lascia paralizzati, scossi e totalmente e nudamente consapevoli della fragilità del vivere, dell’insicurezza e dei pericoli che si annidano nelle viscere della Terra sconvolgendo la quiete di un giorno come un altro con una tragedia immane.

Il dolore, lo sconforto e l’angoscia prendono d’assalto gli adulti, la cui comprensione dell’evento oltre che l’istinto alla conservazione e all’azione spingono prontamente ad una reazione, solidale ed energica, per ricostruire e ricominciare, una forza innata ed impensabile che smuove al ritorno alla vita, al riemergere dalle macerie. Per i bambini, che spesso subiscono l’evento passivamente, sconvolti dalle reazioni di panico dei genitori, sprovvisti inizialmente di protezione emotiva, la paura del terremoto può tormentare ed angosciare per anni ed anni dopo il sisma.

Smettere di fumare con gli sms

 Cerotti, gomme alla nicotina, sigarette elettroniche, terrorismo psicologico, ricompense: per smettere di fumare i metodi, gli incentivi e le proposte, più o meno valide, sono davvero tante. L’ultima in arrivo, certificata da un recente studio pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Psychological Science, è l’utilizzo degli sms che pare siano efficaci per incoraggiare i fumatori a darci un taglio con le bionde, liberandosi una volta per tutte da questa pericolosa dipendenza.

A dirlo è un’équipe di ricercatori afferenti a diverse università americane: l’Università dell’Oregon, del Michigan e l’UCLA. Gli autori della ricerca hanno monitorato le aree del cervello più coinvolte nella forza di volontà e nell’autocontrollo, prendendo in esame un campione di 27 fumatori accaniti reclutati dall’American Lung Association’s Freedom From Smoking program di Los Angeles.

Stress da lavoro, il ruolo di mail e nuovi mezzi di comunicazione

 Ancora sullo stress da lavoro, ormai riconosciuto a tutti gli effetti come malattia professionale in virtù del decreto legislativo 81/2008 e sue successive modifiche con d.lgs. 106/2009. Ci occupiamo oggi del ruolo di mail, comunicazioni aziendali, telefonate e messaggi che ci raggiungono a casa dall’ufficio anche fuori dall’orario di lavoro e che, puntualmente, vengono evase o se ignorate scatenano sensi di colpa con un impatto forse ancora maggiore sulla soglia di stress accumulato.

Oggi che videochiamate, posta elettronica, sms, teleconferenze ci raggiungono davvero ovunque, sembra difficile delimitare gli orari di lavoro così come riuscire a distinguere quando si è operativi dalle ore off, da dedicare allo sport, alla famiglia, alla vita sociale o semplicemente a rilassarsi, a riposare e a recuperare le energie.

Stress da lavoro, fattori di rischio

 Torniamo sull’argomento stress da lavoro, imparando a conoscere meglio quella che, per effetto del decreto legislativo 81/2008 e sue successive modifiche con d.lgs. 106/2009, è a tutti gli effetti una malattia professionale riconosciuta e non più trascurabile.

Uno strumento utile la guida realizzata dall’Isples, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dal titolo Stress e Mobbing, pensata per psicologi, psichiatri e medici di famiglia ma interessante e chiara anche per i non addetti ai lavori e per chi vuole saperne di più su come riconoscere i sintomi e le conseguenze dello stress correlato al lavoro.

Stress da lavoro, Isples pubblica guida per il medico

 Il manuale divulgato dall’Isples, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, Stress e Mobbing, presenta linee guida chiare per gli psicologi, gli psichiatri e i medici di famiglia su quella che viene riconosciuta ormai come una vera e propria malattia professionale: lo stress da lavoro correlato.

Il Ministero del Lavoro ha legiferato in merito, nell’ambito della sicurezza sul posto di lavoro, con il decreto legislativo 81/2008 e sue successive modifiche con d.lgs. 106/2009. Spetta al datore di lavoro rilevare i fattori di stress, prevenirli ed eliminarli.

Attacchi di panico, Roma capitale

 Nei giorni scorsi avevamo parlato di come nelle grandi città si corra un rischio maggiore di soffrire di malattie mentali. Solitudine, ritmi frenetici, mancanza di spazi verdi, anonimato, dipendenze, sono i tarli, i fattori ambientali e sociali che rodono l’equilibrio psicofisico nei centri urbani più popolosi.

Un disagio tangibile e dilagante nelle metropoli riscontrato dalle ultime rilevazioni sui casi di depressione e ansia, nettamente superiori rispetto ai piccoli centri della provincia. Torniamo a parlare di benessere mentale nelle grandi città in riferimento ai dati sugli attacchi di panico a Roma, forniti in questi giorni dall’Isneg, l’Istituto di Neuroscienze Globale, e provenienti da un’indagine svolta in collaborazione con l’Istituto di sondaggi Swg.

Felicità, migliora la salute e allunga la vita

 La felicità allunga la vita e migliora la salute. Si sapeva già ma è arrivata la conferma dalla letteratura scientifica, a seguito di una revisione che ha coinvolto 160 diversi studi effettuati sia sugli animali che sugli umani, scoprendo prove inconfutabili che le persone felici tendono a vivere più a lungo e ad essere decisamente più sane rispetto ai loro coetanei infelici.

Lo studio, pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Applied Psychology, è stato coordinato dallo psicologo Ed Diener, della University of Illinois.
Essere felici, e dunque non soffrire di depressione e stress, è uno stato positivo per la qualità della vita, perché aumenta la longevità e diminuisce il rischio di ammalarsi.