In aumento i casi di suicidio anche nel Mezzogiorno

 

S.o.s adolescenti! Purtroppo spetta alla Lombardia, (la punta dell’iceberg è soprattutto nel Milanese, in Valtellina e Val Seriana) il primato italiano del numero di suicidi tra i giovani dagli undici ai ventiquattro anni (sedici anni è l’età critica).

In realtà pare che il Sud stia raggiungendo, per tale triste fenomeno, il Nord, con molti casi in Sicilia. Chi ci segnala, tale inversione di tendenza è Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di Psichiatria dell’ Ospedale Fatebenefratelli di Milano, che all’interno, presenterà il primo servizio integrato rivolto ai giovani che hanno tentato togliersi la vita.

Lo stress da lavoro come malattia

Lavorare tanto può portare veramente a problemi fisici o psicologici? Il lavoro crea dipendenza? Ebbene sembra che chi non riesce a staccare la mente dall’ufficio e dagli impegni di lavoro, potrebbe essere “malato” di workaholism, una sorta di patologia che colpisce il lavoratore come l’alchol colpisce il bevitore.
La dipendenza dal lavoro è stata studiata sin dagli anni ’70 e definita come Work Addiction.

Non è facile fare una diagnosi e soprattutto far capire a chi ne soffre che non è nel giusto. Chi pensa che il dedicarsi anima e corpo al lavoro per sostenersi economicamente o quanto altro è un workaholic che tende a cancellare tutti i tipi di attività extra che potrebbero dare un vero senso alla vita fuori da quella lavorativa.

Superare gli attacchi di panico è possibile

 

A parlare di questa patologia molto comune agli esseri umani è il Dottor Baranello, scienziato e psicologo italiano, studioso delle teorie emotocognitive che parla di tecniche alternative. Ovviamente parliamo degli attacchi di panico, che colpiscono moltissime persone ansiose e che secondo il dottore dovrebbero poter guarire da questa “pressione psicologica”, senza farmaci e senza il bisogno della psicoterapia. La riabilitazione è basata tutta sulle teorie emotocognitive applicate alla materia clinica psicologica.
Secondo il medico, l’attacco di panico non deve essere considerato come una sorta di malattia, ma semplicemente come una reazione, una funzione fisiologica dell’organismo che qualora venga trattenuta, può creare solo danni ulteriori.

La mitomania e la megalomania vanno a braccetto!

Ora lui si chiede perché sto con lei? Come ho fatto ad essere così ingenuo e non comprendere i segnali che pure c’erano? L’aveva certo sposata perché s’è dimostrata, dal primo momento, una creaura adorabile e l’ha sposata perché lei lo affascinava con i suoi sogni di gloria. La realtà, invece, non è idilliaca come si prospettava. Il risultato? La moglie non lavora più, s’è fatta licenziare e ora si lancia in spese folli e dilapida tutto quello che le resta (prosciugando il conto in banca), in creme di bellezza. Motivo? Ma ovvio: potrebbero chiamarla come fotomodella. E così il marito attonito, si chiede la ragione di un tale comportamento.

Enrico Smeraldi, primario presso la divisione di psichiatria del San Raffaele di Milano ci spiega che la ragione di tale comportamento da parte del megalomane, è dovuta alla ‘smania’ di voler adempiere un sogno di grandezza, raggiungere un obiettivo indipendentemente dagli altri. Ci spiega infatti che esistono casi estremi, come chi spende moltissimo in virtù di pseudo investimenti, rischiando imprese azzardate o addirittura si licenzia perché si reputa un genio. Una serie di menzogne dunque che non fanno altro che incrementare rischi e pericoli, per sé e la propria famiglia.

La classe femminile rende il maschio meno stressato

Ci sentiamo di dare un consiglio (che vuole essere più un ammonimento anche se ironico) a tutti gli uomini: rilassatevi, non mordete il freno, ma  soprattutto, è importante che non badiate troppo all’altra ‘metà del cielo‘, la competizione sessuale, potrebbe ‘nuocervi (e) gravemente alla salute’.

Questo almeno è quanto sostiene una lunga ed accurata ricerca della Harvard Medical School di Boston pubblicata sulla rivista Demography: infatti pare proprio che per i maschi, crescere e dunque raggiungere la maturità psicologica e sessuale, in un ambiente in cui le donne sono in maggior numero, può addirittura risultar loro nocivo, rovinargli  la vita ed infine anche compromettergliene la durata, accorciandola, in un tempo stimabile dai tre ai cinque mesi.

Tale studio ha preso spunto e analizzato rigorosamente tutti i dati relativi ad un campione di studenti diplomati nel Wisconsin alla fine degli anni cinquanta (precisamente nel 1957). E soprattutto ha tenuto presente il rapporto che è intercorcorso tra la percentuale dei ragazzi di allora rispetto alle ragazze, la qualità della vita e la longevità di entrambi i sessi.

Una dieta… di informazioni!

Televisione, radio, Internet, giornali e molto altro ancora: i media ci bombardano continuamente con un numero di informazioni davvero troppo alto per poter essere immagazzinato nella nostra mente. Troppe volte siamo al corrente di informazioni assolutamente inutili per la nostra vita, come ad esempio qualche novità di gossip, mentre facciamo fatica a riordinare le idee sugli argomenti importanti. Come rimediare a questo problema? Semplice: dobbiamo iniziare a migliorare il nostro approccio con questo flusso informativo, proprio come se stessimo seguendo una dieta.

Come guarire dall’amaxofobia (o paura di guidare)

 Alzi la mano chi ha paura di guidare! Siamo sicuri che siete in tanti e che il sogno di Henry Ford solo in parte si sia avverato. Di sicuro l’automobile è diventato un bene a cui non si può fare a meno, come e più di tutte le altre tecnologie che c’accompagnano e che ci sono necessarie. L’auto è segno di indipendenza, avvicina ciò che è lontano e agevolmente ma è anche simbolo, status symbol, segno di stile e buon gusto, appartenenza ad una classe sociale.

Per tanti che investono e proiettano sull’auto, stati d’animo, accrescimento del sè o semplicemente progetti di vita (soprattutto legati al lavoro), vi è una gran parte di umanità che evita tutte le tutte le situazioni in cui potrebbe trovarsi a guidare un’auto o un motoveicolo. Tale disturbo è detto amaxofobia. Coloro che ne soffrono, provano un estremo disagio all’idea di guidare e qualora si ritenesse necessario farlo, non sono in grado di nascondere la forte ansia anticipatoria. I sintomi sono quelli tipici delle fobie e quindi si registrano: battito cardiaco, dispnea, sudorazione, talora addirittura svenimenti o attacchi di panico.

Spesso nella storia di queste persone, sono presenti cause ambientali scatenanti che non necessariamente sono dovute, come  si crederebbe, ad incidenti stradali. Talora perchè questa incontrollabile paura si manifesti, sono sufficienti anche piccole difficoltà o un inconveniente come un tamponamento non grave.

La musica che fa bene all’umore

L’esperienza di tutti i giorni e numerose ricerche scientifiche ci hanno dimostrato chela musica ha il potere di influenzare notevolmente il nostro umore. Basta scegliere la canzone giusta per ogni momento della nostra giornata o per ogni umore.

No tecnostress day, un giorno per combattere lo stress moderno

 Guardare la tv, parlare al telefono o navigare su internet sono diventate azioni quotidiane; lo sviluppo della tecnologia ha cambiato positivamente il nostro stile di vita ma, come in tutte le cose, un uso eccessivo genera effetti contrari per il nostro benessere. Il 10 settembre è il No Tecnostress Day, una giornata per combattere un nuovo tipo di stress, definito moderno perchè causato dall’influenza della tecnologia nella vita di ogni giorno.

Stress da rientro

Se in questi giorni vi sentite storditi, avete un calo dell’attenzione, mal di testa, problemi digestivi, reffreddore, mal di gola, tosse e dolori muscolari, riflettete potrebbe essere una chiara manifestazione da stress da rientro o ancor meglio di quello stato di tristezza definto da da post-vacanza. La causa dell’improvviso cambiamento del nostro umore è dato solitamente dal “forzoso” e repentino cambiamento delle abitudini: se le vacanze c’hanno visto rilassati e impegnati in attività che non comportano particolari obblighi, il ritorno a casa e al lavoro ci ripiomba in una realtà fatta di obblighi e la ripresa dei ritmi e scadenze quotidiane.

Addirittura, questi sono cambiamenti che se avvengono bruscamente possono provocare un forte disequilibrio non solo psicologico, ma soprattutto fisico. Il corpo ha bisogno dei suoi tempi per “acclimatarsi” e riappropriarsi delle precedenti condizioni di vita, l’intervallo che sottende i due momenti, può rivelarsi dunque piuttosto difficile e questo è la ragione per cui si percepisce tristi, distratti, poco presenti.

I benefici della vacanza sono troppo brevi

 

Gli esperti parlano chiaro: le vacanze ed il relax fanno bene sia alla salute che alla mente. Ma quanto dura il beneficio di una vacanza? Ebbene questo quesito solleva una questione alquanto discussa e delicata perchè sembra che in soli due giorni tutto “il bene che ci siamo fatti”, svanisce. A confermarlo la studiosa olandese Jessica De Bloom della Radboud University, che dopo aver studiato un gruppo di persone volontarie ai quali era stato chiesto di parlare del proprio stato di benessere. Il test si è tenuto in due fasi. Una prima analisi è stata effettuata durante le prime due settimane della vacanza, un’altra fase subito dopo il rientro in città.
La sensazionale scoperta della De Bloom è che la soddisfazione psicofisica risulta essere altissima durante la vacanza, ma precipita in maniera vertiginosa a fine della stessa. Infatti dopo soli 2 giorni i livelli di stress tornano altissimi. Sicuramente non era una novità che lo stress tornasse subito in gioco…il fatto è che nessuno si aspettasse che bastassero così pochi giorni per annullare completamente i benefici dopo il rientro.

Un ambulatorio a Roma per chi è dipendente dal web

Al piano meno uno del policlinico Gemelli di Roma è nato il primo Day Hospital dedicato alle dipendenzealternative“, in pratica quelle da internet. A spiegarne la necessità sono i dati di uno studio condotto dall’Università di Parma e dal Cnr su un campione di 2200 studenti: il 22 per cento presenta condotte “immersive” in relazione all’uso del pc, vale a dire un uso eccessivo, e uno su dieci è a rischio dipendenza.

Naturalmente come è da immaginare, riguardo questo disturbo, le opinioni sono molte e diverse, per Stefano Benemeglio, ad esempio, autore di numerosi studi sul comportamento umano già a partire dagli Anni Sessanta, nonché fondatore dell’onlus Accademia Internazionale delle Discipline Analogiche sostiene che per questi disturbi e la maniera in cui si presentano: “le sfaccettature sono molteplici: c’è chi si fa travolgere da Internet fino a diventarne dipendente e chi si fa coinvolgere dal gioco d’azzardo: ma si tratta sempre di uno stesso fenomeno che caratterizza la nostra epoca. E per risolvere questi problemi sempre più persone si rivolgono all’ipnosi“.

Il delirio paranoide o complesso di persecuzione

Il termine letterale paranoia è: “vicino alla mente” o “fuori dalla mente”  e per tale condizione, si intende un sistema di idee o convinzioni che sono distanti dalla realtà nel modo in cui viene di solito percepita. Questa parola si riferisce a idee di tipo persecutorio: il paranoico infatti è persuaso qualcuno ce l’abbia con lui o lo stia braccando, dubita della del partner e della sua fedeltà, crede che in sua assenza si parli male di lui.

Volendo attenersi all’etimo però, per paranoia, s’intende una qualunque convinzione erronea e non solo di tipo persecutorio e così per evitare confusioni in ambito clinico, viene utilizzato il termine delirio. Un delirio può essere un’ideazione persecutoria, ma c’è anche chi crede di avere un talento non riconosciuto, di essere una divinità o che un’altra persona si sia innamorata del soggetto delirante. Talora queste idee potrebbero anche essere verosimili, diventano deliri nel momento in cui si scontrano con la realtà e se ne riscontra l’infondatezza.

E’ piuttosto frustrante, condurre alla ragionevolezza un soggetto delirante. Il delirante inoltre, non raramente appare una persona equilibrata, talora tale fissazione, si riscontra in relazioni concluse, capita non di rado infatti che la persona che soffre di tale patologia, sia intimamente convinta l’ex compagna, ad esempio, pur se ha preso la decisione di chiudere il rapporto, in realtà, sia ancora innamorata e disposta a ricominciare. Alcuni episodi che oggi sono perseguibili come reato di stalking si devono a forme di delirio come questa. Le idee persecutorie possono associarsi anche ad altre patologie ed altri sintomi, come una schizofrenia paranoide, una condizione grave ma che  fortunatamente è abbastanza rara.

L’Anoressia Sessuale

L’Anoressia Sessuale è un disturbo sessuale in forte e progressiva espansione negli ultimi anni, l’età tra l’altro si è ridotta sia tra gli uomini che tra le donne e presenta connotati anche più gravi del disturbo da desiderio sessuale ipoattivo.

La persona afflitta da Anoressia Sessuale non solo ha perso il desiderio di fare l’amore, ma sbiadite sono anche le fantasie erotiche e gli stimoli fisici legati alla sessualità. Prematuramente giunge ad una sorta di acquiescenza  dei sensi; ad un graduale e patologico stato psico-fisico asessuato.

Chi soffre di Anoressia Sessuale, allarga questo suo disinteresse anche agli altri spazi psico-fisici, emotivi e relazionali della sua vita. Le cause possono essere molteplici. Quando le ragioni sono organiche e quindi fisiche, dipendono solitamente ad alcuni tipi di farmaci o ad uno squilibrio ormonale ma non è escluso un forte stress. Ma le motivazioni possono anche situazionali e tale problema dipendere dall’intenso lavoro, dalla gravidanza, dall’ allattamento e il primo allevamento o ancora eventi traumatici. E ancora, psicologiche (ansia, depressione, immaturità, disistima, inadeguatezza).

L’aspetto peggiore è però quando si tratta di difficoltà relazionali e quindi i problemi investono la coppia. Soprattutto quando alla mancanza del desiderio, crolla anche la complicità, l’alleanza, la condivisione, la gioia e l’intimità che uniscono per tutta la vita due persone e così il partner finisce per non ispirare più nè erotismo, nè tenerezza.