L’alimentazione influisce sullo sviluppo di memoria, intelligenza, facoltà intellettive? In particolare quanto conta l’assunzione di determinati cibi ricchi di determinati nutrienti nel corso della gravidanza, su quella che sarà la capacità di apprendimento, l’intuito ed il ragionamento del bambino? Se lo è chiesto un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferente all’Università di Granada, in Spagna, in riferimento nello specifico alle potenzialità in questo senso del tanto decantato olio di pesce che si dice favorisca l’intelligenza del nascituro se consumato dalla madre durante i nove mesi della gravidanza.
Studi e Ricerche
Bambini in auto?Solo per mezz’ora
I piccoli sono sempre molto irrequieti in macchina. Speranzosi vogliono subito arrivare alla meta prefissata, soprattutto se si tratta del viaggio per le vacanze. Ma allora come fare? Non si può sempre scegliere di raggiungere delle mete vicine per non sentirli frignare o piangere. La risposta ci giunge da uno studio inglese pubblicato sul Daily Mail e commissionato dalla nota marca di automobili Peugeot.
Felicità, la piramide dei bisogni di Maslow
Felicità è soddisfare i bisogni primari che trovano posto nella lista delle nostre priorità. Una piramide messa a punto nel 1945 dallo psicologo americano Abraham Maslow ha classificato queste esigenze vitali per il benessere psicologico dal grado più basso e su, in ordine di crescente importanza e peso, fino alla cima. Il concetto è che per arrivare in alto dove svetta la felicità bisogna prima soddisfare i bisogni più elementari alla base. In basso troviamo dunque le necessità più semplici: cibo, sonno, sesso.
Ecco la macchina del sonno
Soffri d’insonnia, non riesci a dormire oppure i pensieri attanagliano la tua mente?
Sembra proprio che i tuoi problemi siano finiti, e tutto questo grazie ad una macchina piccola, portatile, stimolante e soprattutto indolore.
Oggi parliamo della macchina del sonno, un prodotto che è destinato a far parlare di se per tempo e che nasce dall’obiettivo di un gruppo di ricercatori italiani, tutti coordinati dal Professor Luigi De Gennaro, docente di psicologia alla Sapienza di Roma, insieme al Professor Paolo Maria Ro Rossini, docente di Neurologia alla Cattolica di Roma.
Il farmaco che cancella i brutti ricordi
La pillola della felicità sembra che sia diventata realtà. E’ stato infatti lanciato in questi giorni, il comunicato stampa che parla di un nuovo rimedio a mezzo farmaco per cancellare i brutti ricordi.
La sostanza “magica”, sarebbe stata identificata nel metirapone, un nuovo farmaco che è in grado di rimuovere dalla mente umana, tutte le emozioni negative strettamente connesse a situazioni spiacevoli. Lo studio è stato pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism ed è stato seguito dai ricercatori Canadesi dell’Università di Montreal. Alla guida della ricerca, la dottoressa Marie-France Marin, che promuove il farmaco però, come medicinale in grado di sopperire alle persone che soffrono di stress post traumatico.
Rispettare le regole, infrangere le regole: la percezione del potere
Rispettare le regole, infrangere le regole. Che effetto ha sulla percezione che gli altri hanno di noi, del nostro essere più o meno autorevoli? Un comportamento che non tenga conto delle norme basilari del vivere in società porta spesso chi ci sta intorno a ritenerci potenti.
O almeno stando ad un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferente alla University of Amsterdam, coordinata da Gerben Van Kleef e pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Social Psychological and Personality Science.
Uomini: tra sesso e cibo
Pochi giorni fa, vi abbiamo parlato dei desideri degli uomini. Un recente sondaggio svoltosi negli Stati Uniti d’America, ha dimostrato come sia la scala dei valori degli essere umani e soprattutto in che formula avere punto della situazione del relax. Tra le prime informazioni che giungono, è chiaro il ruolo dell’uomo e della sua scala dei desideri. Gli argomenti trattati sono il sesso, il cibo, il sonno e le automobili.
Ebbene, la scala è legata principalmente ad una novità importante: al primo posto, troviamo con enorme sorpresa il cibo, subito dopo troviamo il sesso e poi il dormire…per concludere troviamo anche il primo bene materiale che risulta essere l’automobile.
Il gene della felicità muove i fili della serotonina
Il gene della felicità è stato identificato. L’annuncio che il ricercato più inseguito era stato avvistato, da qualche parte, lì, nei recessi del codice genetico, è arrivato sulle pagine della rivista di divulgazione scientifica Journal of Human Genetics con la pubblicazione di una ricerca che porta la firma di un’équipe di ricercatori afferente alla London School of Economic and Political Science di Londra, coordinata da Jan-Emmanuel De Neve.
Lui è 5-HHT, un gene che detiene un potere immenso: farci sentire particolarmente soddisfatti delle nostre vite, felici e di buon umore. Questo perché pare abbia il controllo su Lei, quella sostanza altrettanto ricercata, responsabile del nostro stato d’animo: la serotonina.
Musica, come influisce sulla percezione del mondo
Una musica può fare… canta Max Gazzè e poi dopo i puntini aggiungiamo pure quello che vogliamo: innamorare, ricordare, intristire, emozionare, mettere di buon umore, piangere, ridere, rendere euforici, rilassare, dormire, eccitare, innervosire, riflettere, sognare. La musica tocca le corde più profonde della nostra anima, influisce sul nostro stato d’animo e a volte fa molto di più, cambia addirittura la nostra percezione del mondo. Ne parla in un recente studio un’èquipe di ricercatori afferente all’Università di Groningen.
La musica non solo è in grado di influenzare il nostro umore, spiegano gli autori, ma può avere un impatto determinante anche sul modo di guardare la realtà. Ascoltando una musica allegra la vedremo in un modo, ascoltando una musica più triste in un altro.
Mezza età ed infelicità
Non è un must del comportamento umano, ma sempre più ricerche mettono a paragone il passare del tempo con lo status di felicità dell’individuo. Ad oggi, andiamo ad analizzare un nuovo studio dell’Università di Maastricht, che dichiara come la mezza età, sia un momento nella vita dell’individuo, in cui troppe responsabilità e troppi doveri, fanno del male alla felicità.
Responsabilità nei confronti dei figli, perdita di una vitalità fisica dovuta all’usura del corpo, oppure aumento della pressione psicologica per il tipo di vita che si conduce, portano a non avere più il sorriso sulle labbra stampato sempre in volto.
Felicità, in calo a 30 anni ritorna dopo i 50
Felicità, la inseguiamo in tanti, cercatori di attimi felici improvvisati o esperti, come si trattasse di scovare un qualcosa che si nasconde bene e il più delle volte, magari, scopriamo che si tratta di un giocare a nascondino con noi stessi e che la felicità ci sfugge di mano proprio quando cerchiamo di trattenerla piuttosto che viverla.
La ricerca si interroga da tempo su quale sia il cammino che conduce alla felicità, quali i fattori che più contano, quei sentieri che se imboccati ci fanno arrivare prima ad essere felici e più a lungo. Soldi, amore, salute, il giusto mix. Cos’è la felicità se non un concetto che sfugge, da sempre, ad ogni tentativo di definizione? Nell’impossibilità di tracciarne confini precisi, si indaga su quali siano le età più felici della vita, interpellando persone di età diverse sui loro momenti migliori, i picchi di felicità.
Attrazione, occhi rossi allontanano gli altri
Occhi rossi, iniettati di sangue: come li interpretiamo negli altri e che effetto hanno su di noi? Gli occhi, dicono, sono lo specchio dell’anima, e indubbiamente sono anche portatori di grande fascino, capaci di attrarre e di comunicare messaggi subliminali di una portata immensa soprattutto nella conquista.
Ma che succede se i nostri occhi non sono proprio in forma a causa di un’infiammazione? Secondo un recente studio pubblicato da Rober Provine dell’Università del Maryland sulla rivista Ethology, lo sguardo rosso sangue è letto da chi guarda come un chiaro sintomo di infelicità oltre che di cattiva salute.
Shopping terapia, per gli over 65 fare acquisti allunga la vita
C’è lo shopping che fa male, quello compulsivo, e quello che fa bene, perché stimola l’attività fisica e mantiene attivi mentalmente. Accade agli over 65 che fanno acquisti tutti i giorni di ricevere benefici quantificabili in un 27% di probabilità di morire ridotta.
Ne parla un recente studio pubblicato sulla rivista on-line di divulgazione scientifica Journal of Epidemiology Community Health, a firma dei ricercatori dell’Institute of Population Health Sciences di Taiwan. Non si parla solo di benessere psicologico quanto piuttosto anche di salute fisica.
Pregiudizi, radici evolutive da sconfiggere con la tolleranza
I pregiudizi nei confronti di gruppi sociali che reputiamo diversi da noi, quella tendenza innata ad instaurare un rapporto di contrapposizione del tipo noi contro loro, hanno radici lontane. Alla ricerca dei pregiudizi perduti si è messa un’équipe di ricercatori di Yale, scoprendo che anche i nostri cugini primati hanno questa tara di percepire chi è diverso come necessariamente in contrapposizione.
La psicologa Laurie Santos ha dimostrato, servendosi di una serie di ingegnosi esperimenti, che anche le scimmie trattano gli esemplari estranei al loro gruppo di appartenza con lo stesso sospetto e la stessa avversione che spesso si osserva nelle prime interazioni degli esseri umani con gli altri.