Capiamo l’uomo del web

Oggi parliamo di una recente ricerca effettuata sul rapporto tra uomo e computer, e nello specifico dei risultati ottenuti dove si parla del fatto che l’uomo è il suo computer. Sembrerà assurdo, ma si conviene che nell’analisi degli uomini e delle proprie tecnologie, si identificano dei caratteri e delle linee guida per la lettura del suo carattere e delle sue performance. Ovviamente per effettuare queste ricerche e parlare di questi risultati, si è passati all’analisi di diversi soggetti che si sono prestati come tester per questo esperimento e che quindi hanno dato la disponibilità a far “spulciare” i ricercatori all’interno dei propri file del computer, della cronologia, del cellulare e tutto quanto altro lega il rapporto tra uomo, tecnologia e modi di agire.

La prima categoria identificata è i “Facebookiani”, ovvero, individui che ad ogni seppur minimo avvenimento di vita, devono aggiornare il profilo. Questi individui, sono principalmente falsi, con una personalità superficiale e non hanno rapporti sinceri con gli amici.

Stress, impariamo a gestirlo in poche mosse

 Gestire lo stress, o meglio il distress, quella tensione negativa che sfianca, quel carico eccessivo da sopportare che rende i nostri passi sempre più pesanti giorno dopo giorno. Come reagire? Attività fisica, alimentazione sana, vita sociale costellata da persone positive e volti amici, un lavoro che piace, esercizi di rilassamento, meditazione, se ne parla spesso e senza dubbio sono i migliori antistress, senz’altro quelli più praticati ed efficaci.

E poi ci sono quelle piccole grandi azioni che possono fare la differenza nel percorso per liberarsi dallo stress. Ne parla la dottoressa Roberta Lee in The Superstress solution, di come oggi siamo portati, erroneamente, a pensare di poter gestire tutto al meglio anche quando il carico di stress è eccessivo: dormire poco, far funzionare la vita relazionale, lavorare a ritmi incessanti, essere dei buoni genitori, dei buoni amici, dei buoni figli… eppure accettare di avere dei limiti, pronunciare qualche no, allontanarci dalla pericolosa curva a gomito del perfezionismo, è la chiave per vivere meglio. E allora, cosa si può fare per affrontare lo stress con azioni piccole ma determinanti?

Depressione, nemici naturali del male di vivere

 Che si stia seguendo una cura o meno con antidepressivi piuttosto che una psicoterapia per risolvere il disagio psicologico legato alla depressione, ci sono indubbiamente alcuni percorsi legati allo stile di vita che si presentano come naturali antagonisti del male di vivere per diverse ragioni.

Più che di rimedi naturali efficaci contro la depressione, si può parlare piuttosto di nemici della depressione, strategie valide di per sé o combinate che possono alleviare i sintomi ed aiutare ad uscire dal tunnel più in fretta senza brutte sorprese e gravi controindicazioni e senza il rischio di cadere nella rete delle dipendenze. A parlarne in un articolo apparso su Psychology.com è la dottoressa Ilona L. Tobin, psicoterapeuta americana, ispirata dal libro sulla depressione pubblicato dal dottor Robert Hedaya, dal titolo The Anti-Depressant Survival Program. Ma quali sono le tre azioni che ciascuno di noi può compiere nella vita di tutti i giorni per tenere alla larga gli stati depressivi?

Psicoterapia breve strategica: efficacia e contatti, intervista al professor Giorgio Nardone

 Cari amici di Iovalgo, oggi si conclude il nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica. Ringraziamo il professor Giorgio Nardone per la Sua disponibilità.

Finora abbiamo descritto il metodo, il suo campo di applicazione con casi esplicativi dell’approccio ad alcune tra le principali fobie: patofobia, nello specifico cardiofobia, dismorfofobia, fobia di uccidere a causa di un raptus di follia improvviso, disturbo ossessivo compulsivo. Oggi il professor Nardone ci illustrerà l’efficacia e le potenzialità della TBS oltre che fornirci indicazioni utili a contattare degli esperti in questo campo.

Fobia di uccidere e psicoterapia breve strategica, intervista al professor Giorgio Nardone

 Cari amici di Iovalgo, proseguiamo il nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica in compagnia dell’ideatore del metodo rapido per risolvere fobie e disagio psicologico, lo psicoterapeuta Giorgio Nardone.

Dopo aver divulgato storia e metodo del trattamento, continuiamo ad illustrare casi di applicazioni pratiche a paure ed ossessioni più o meno comuni. Dopo cardiofobia, dismorfofobia e disturbo ossessivo compulsivo, vediamo come è stato risolto il caso di una donna alle prese con la fobia di uccidere il marito.

Disturbo ossessivo compulsivo e psicoterapia breve strategica, intervista al professor Giorgio Nardone

 Cari amici di Iovalgo, proseguiamo il nostro speciale sul trattamento delle fobie e del disagio psicologico in compagnia del professor Giorgio Nardone, ideatore della psicoterapia breve strategica.

Dopo aver descritto la storia ed il metodo, abbiamo presentato alcuni casi di applicazioni pratiche a fobie più o meno comuni: cardiofobia e dismorfofobia. Oggi il professor Nardone ci illustra un caso di disturbo ossessivo compulsivo curato dalla psicoterapia breve strategica.

Dismorfofobia e psicoterapia breve strategica, intervista al professor Giorgio Nardone

 Trattamento delle fobie attraverso la terapia breve strategica, prosegue lo speciale di Iovalgo alla scoperta del metodo breve per curare le nostre paure.

Siamo partiti, insieme al professor Giorgio Nardone, ideatore della TBS, da una patofobia molto diffusa, ovvero la cardiofobia, la paura ossessiva del cuore e di ammalarsi di malattie cardiache. Ci occuperemo ora della dismorfofobia, una visione distorta del proprio corpo.

Cardiofobia e psicoterapia breve strategica, intervista al professor Giorgio Nardone

 Cari amici di Iovalgo, proseguiamo il nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica a fianco del professor Giorgio Nardone, ideatore del trattamento breve contro fobie ed altri disagi psicologici.

Dopo aver introdotto il metodo, abbiamo chiesto allo psicoteraupeta di illustrarci alcuni casi di applicazione pratica della TBS a fobie più o meno comuni. Oggi ci occuperemo di una patofobia molto diffusa: la cardiofobia.

Fiabe e psiche

Il momento della fiaba, è una storica evocazione che riporta all’infanzia, sicuramente però, come abitudine si sta perdendo un po’. Recenti ricerche, parlano di quanto la favola, non sia soltanto una cosa per bambini, ma molti psicologi e psicoterapeuti internazionali, tendono ad utilizzare le favole per migliorare lo status delle persone e dei pazienti. Principalmente, l’aiuto sarebbe quello di migliorare l’ottimismo e la vitalità dell’individuo, oltre a capire quale desiderio si annovera nel cuore della persona.

La fiaba è un meccanismo di comprensione sia logico che razionale, che attiva un nuovo processo di identificazione con i personaggi che aiuta a razionalizzare le situazione e farsi forte nell’affrontare la quotidianità.

Auto, colori, psicologia

Spesso i nostri articoli sono rivolti ad un pubblico “in rosa”, anche perché peculiarità della popolazione femminile è sicuramente essere più attente al quotidiano, ai figli, ai modi di vivere, all’alimentazione e tutto ciò che riguarda la progressione dell’individuo ed il suo rapporto mente e corpo.

Oggi analizziamo invece un recente studio effettuato dalla Ford, che probabilmente attirerà di più i maschietti. Che rapporto abbiamo tra l’automobile, il suo colore e la nostra psiche? Ma andiamo per gradi.

Da dove viene l’imbarazzo?

Nella vita molto spesso si è messi di fronte a particolari situazioni, che noi individui non riusciamo a cogliere, poi pentendocene amaramente perché si tratta di quelle occasioni che magari non capitano più. Analizzando la percentuale di volte in cui l’uomo medio perde l’occasione importante, è risultato che la vergogna e l’imbarazzo sono portatori costante della perdita di occasioni.

Quante volte ci sarà capitato nella vita quotidiana di avere una sensazione di rossore e di sentirci paralizzati nei movimenti e soprattutto nelle parole? Sicuramente spesso. Vediamo oggi, quindi, i risultati di una recente ricerca che illustrano da dove viene questa sensazione e soprattutto come combattere i sintomi della stessa.

Imprecare fa bene

Oggi tocchiamo un argomento, che nel periodo Pasquale, sembrerebbe un po’ fuori luogo, ma comunque è un argomento di rilevanza scientifica, e quindi sembra giusto condividerne i contenuti.

Oggi parliamo di un momento che almeno una volta nella vita, ha coinvolto ogni singolo individuo del pianeta. Stiamo parlando del momento in cui si manda qualcuno a quel paese. Non vie è mai capitato di arrabbiarvi, oppure di farvi prendere dall’ira perché qualcuno vi ha fatto (e magari continua a farvi) qualcosa di male che vi fa perdere le staffe? Ebbene, se questo vi è successo, potete dichiararvi individui normali.

Uomini giudici, donne possibiliste

Di libri sulle differenze tra uomo e donna ne sono stati scritti a bizzeffe, ma gli individui di sesso maschile e femminile sono così diversi tra loro, che non basterebbe un’intera enciclopedia.

Per questo motivo, oggi ci limitiamo a parlare di una ricerca che è stata condotta di recente dall’Università di Warwick e successivamente pubblicata sulle pagine della rivista Archives of Sexual Behavior.

Chi è felice del presente mangia male

 Capita che dopo aver inseguito a lungo la tanto agognata felicità, e se si è bravi a vederla averla trovata nemmeno troppo lontano, dopo averne assaporato il gusto inebriante ed essersi lasciati prendere dalla gioia più assoluta, insomma, ecco che a smontare il nostro entusiasmo intervengono ricerche come quella di cui vi parliamo oggi che in sostanza avvicina la felicità di vivere il presente ad una minaccia per la linea.

Eh già, almeno secondo quanto affermato da un recente studio effettuato da un’équipe di psicologi afferenti alla Pennsylvania State University ed alla Texas A & M University, pubblicata in questi giorni dalla rivista specializzata Journal of Consumer Research. Ma veniamo ai dettagli sul legame tra abitudini alimentari e stato d’animo scovato dai ricercatori americani.