Psicoterapia breve strategica, intervista al professor Nardone

Psicoterapia breve strategica

 Un trattamento terapeutico per guarire dalle fobie e non solo in tempi brevi, quasi magici… per saperne di più abbiamo contattato l’ideatore dell’intervento breve, il professor Giorgio Nardone, che ci accompagnerà nel nostro speciale sulla psicoterapia breve strategica, raccontandoci anche di alcune applicazioni pratiche a disagi più o meno comuni, come la cardiofobia, la dismorfofobia, il disturbo ossessivo compulsivo.

Ma partiamo dalla storia della psicoterapia breve strategica e dalla descrizione dell’approccio nuovo, operato a partire dalla brief therapy della Scuola di Palo Alto.

Obesi a causa dell’olfatto

Oggi parliamo della spiegazione che è stata data da una ricerca scientifica recente, riguardante la patologia dell’obesità. Il legame tra la realtà olfattiva e quella dell’obesità, sarebbe molto forte, secondo la ricerca stimata dal team di ricercatori dell’Università di Cincinnati negli Stati Uniti d’America. Chi ha un olfatto particolarmente raffinato, o meglio, sviluppato, sarebbe tra i primi personaggi a rischio per costruire il proprio futuro sulla patologia dell’obesità.

A questa poi vanno a sommarsi dei dati psicologici complessi che fanno si che la persona cominci ad auto ledersi, ma andiamo per gradi. Chi soffre di questa patologia, è costretto a seguire una dieta particolare e soprattutto è obbligato anche a seguire una dieta eccessivamente riducente. L’ossessione verso la fame, infatti, è collegata ad un ormone chiamato grelina.

Ansia da straniero per gli italiani

 Gli italiani alle prese con l’ansia da straniero. Secondo un recente sondaggio condotto dall’Eurodap, l’Associazione europea disturbi da attacchi di panico, il flusso di immigrati proveniente dal Nord Africa, scatenato dalla primavera democratica del Mediterraneo, spaventa la popolazione che, a dire il vero, viene anche abbastanza sobillata da quel terrorismo dell’altro inculcato e su cui fanno leva alcuni partiti politici, al fine di raccogliere consensi dall’emarginazione piuttosto che da una più ragionevole integrazione che punti al multiculturalismo.

E, come volevasi dimostrare, benché chi sbarca non sembra affatto animato da cattive intenzioni se non quelle di un futuro migliore (per la maggior parte è così), secondo il sondaggio, la preoccupazione maggiore è proprio che aumenti la criminalità nel nostro Paese. Una paura che a dire il vero fa anche un po’ sorridere dal momento che di criminalità ne abbiamo già made in Italy, della peggior specie, quella che si (tra)veste bene, e ci conviviamo dalla notte dei tempi purtroppo.

Donne pelose con figli intelligenti

Sicuramente può sembrare una provocazione, ma oggi parliamo di una recente ricerca pubblicata sul Psychology & Sociology e condotta dal team di ricercatori dell’Università di Alberta.

Le donne, per una questione di estetica, ogni giorno, si trovano a combattere con i peli. Il pelo viene tagliato, raso, strappato e maltrattato in ogni modo per essere estratto o spesso nascosto, ma quando si tratta di donne con degli ormoni troppo alti, o superiori alla media, ovviamente non c’è tanto da fare proprio perché è una rincorsa costante rispetto al tempo di crescita. Ovviamente non sono tutte uguali le donne perché non hanno la stessa quantità di ormoni, c’è chi è costretta quotidianamente a lottare contro i peli e chi una volta ogni quindici giorni fa un giro di pinzetta e finisce li.

Stress da precarietà, i consigli dell’Eurodap per combatterlo

 Stress da lavoro precario, abbiamo già parlato degli effetti del precariato sul benessere psicofisico dei lavoratori. Chi vive una condizione lavorativa instabile, caratterizzata da insicurezza economica, incertezza sul futuro, oltre che più esposto al rischio impotenza ed in generale alle malattie, vive anche in uno stato d’animo di perenne ansia e spesso è portato a subire maggiori pressioni pur di non perdere un posto già estremamente in bilico.

In aiuto ci viene il vademecum messo a punto dall’Eurodap, l’Associazione europea disturbi da attacchi di panico. La psicoterapeuta Paola Vinciguerra, presidente dell’associazione, ha stilato alcuni consigli che possono essere utili al popolo, sempre più in crescita, dei precari, per affrontare la vita con meno stress e preservare il benessere mentale. Vediamoli.

Meno peso più memoria

Oggi parliamo di una ricerca interessante che titola così: scende il peso ed aumenta la concentrazione.
Ebbene si, sembra che sia stato dimostrato che perdere peso aiuta sia la salute, ma anche la memoria e la concentrazione dell’individuo. La perdita di massa corporea, porterebbe ad un aumento dell’attività celebrale, con l’aumento netto anche degli impatti positivi che lavorano sulle prestazioni cognitive.

La ricerca che giunge a questa conclusione, arriva dalla Kent State University degli Stati Uniti d’America, dove un gruppo di 150 persone, delle quali 109 erano obese, si sono sottoposte alla chirurgia bariatrica. Stiamo parlando di un intervento di riduzione del grasso corporeo. Dopo sole 12 settimane dall’operazione, dai test realizzati in laboratorio e successivamente pubblicati sulla rivista Surgery for Obesity and Related Diseases, è stato dimostrato, come le funzioni cognitive sono migliorate nettamente, riuscendo a passare da un livello di concentrazione e memoria molto basso ad uno normale.

Felicità, in calo a 30 anni ritorna dopo i 50

 Felicità, la inseguiamo in tanti, cercatori di attimi felici improvvisati o esperti, come si trattasse di scovare un qualcosa che si nasconde bene e il più delle volte, magari, scopriamo che si tratta di un giocare a nascondino con noi stessi e che la felicità ci sfugge di mano proprio quando cerchiamo di trattenerla piuttosto che viverla.

La ricerca si interroga da tempo su quale sia il cammino che conduce alla felicità, quali i fattori che più contano, quei sentieri che se imboccati ci fanno arrivare prima ad essere felici e più a lungo. Soldi, amore, salute, il giusto mix. Cos’è la felicità se non un concetto che sfugge, da sempre, ad ogni tentativo di definizione? Nell’impossibilità di tracciarne confini precisi, si indaga su quali siano le età più felici della vita, interpellando persone di età diverse sui loro momenti migliori, i picchi di felicità.

Multitasking, il test del gorilla mette alla prova la nostra memoria di lavoro

 Multitasking, fare più cose contemporaneamente e bene, miraggio di molti, privilegio di pochi. Ma come scoprire scientificamente se si è dotati di questa capacità?
I ricercatori dell’Università dello Utah, negli Stati Uniti, hanno utilizzato un test già noto agli addetti ai lavori, un video che ha per protagonista un gorilla che compare all’improvviso in mezzo ad alcune persone che si passano una palla. Riuscite a vederlo anche se siete impegnati a contare il numero di passaggi?

Bene, secondo lo studio firmato da Janelle Seegmiller, Jason Watson e David Strayer, di prossima pubblicazione sul Journal of Experimental Psychology, la vostra memoria di lavoro in tal caso è efficiente. In caso contrario, fareste meglio a concentrarvi su una sola azione per volta.

Violenza genera violenza

Sembra un detto, una frase fatta, ma non è così. E’ la semplice realtà dei fatti, portata a termine dopo una ricerca condotta dai ricercatori dell’Università di Deusto, in Spagna. La stessa è stata poi pubblicata sul Social Psychological and Personality Science.

Il tema principale dello studio che ha coinvolto ben 800 bambini di età compresa tra gli 8 ed i 12 anni, ha dimostrato come chi aveva assistito, oppure era stato vittima di comportamenti violenti e brutali, avesse una visione “normale” della violenza.

Claustrofobia e prossemica

Oggi parliamo di una fobia che colpisce tanti individui: la claustrofobia. Ma procediamo per gradi: cos’è la claustrofobia? Deriva dal latino claustrum, ovvero luogo chiuso, e phobia, dal greco che significa paura. In pratica è la è la paura di luoghi chiusi, luoghi angusti dove l’individuo si sente accerchiato e privo di libertà spaziale attorno a sé.

Da una recente ricerca condotta da un team di neuroscienziati della Emory University, ed apparsa sul magazine di settore “Cognition”, sembrerebbe che la claustrofobia, sia direttamente collegata ad un errore di valutazione degli spazi orizzontali. Per i ricercatori, chi soffre di questo disturbo, evita sempre gli spazi in cui le pareti sono troppo vicine alla vista. Non è chiaro se al discorso di prossemica è legata la distorsione della percezione spaziale, oppure al contrario, ma fatto è che la claustrofobia, è una sensazione che almeno una volta nella vita tutti hanno vissuto.

Cambiare, dieci punti di partenza

 Cambiare vita, cambiare lavoro, cambiare carattere, cambiare atteggiamento… in molti, all’arrivo del nuovo anno, si ripromettono un qualche cambiamento di rotta: liberarsi dalle dipendenze, non prendersela più troppo per le offese che si ricevono, mettere fine ad un rapporto infelice.
Il punto è che non bisogna aspettare l’inizio dell’anno per mettere giù una lunga lista di buoni propositi che spesso verranno puntualmente disattesi, anche perché troppo lontani dal nostro stato di partenza.

Più che cambiare, l’impegno concreto e vicino da realizzare è migliorare. Migliorare si può, ogni giorno, anche su piccole cose, all’apparenza insignificanti ma che sommate sì  che ci faranno arrivare a quel cambiamento più grande che desideriamo da tempo. Partiamo dagli errori da non fare.

Smettere di fumare, dieci buone ragioni

 Smettere di fumare, c’è chi ce l’ha fatta e da un giorno all’altro si è sentito nauseato dalle sigarette o, illuminato all’improvviso dall’inutilità che si nasconde dietro questo brutto vizio, si è reso conto che non ne valeva la pena di buttare soldi per puzzare di fumo e ammalarsi di cancro.

C’è chi invece le ha provate tutte, tra cerotti, omeopatia, gomme alla nicotina, ma ancora non riesce a resistere alla tentazione di accendersi una sigaretta. Chi scrive fa parte della prima fortunata categoria, quelli che improvvisamente si rendono conto che è assurdo fumare, che la sigaretta cancella solo apparentemente il nervosismo, poi ritorna con gli interessi e sottraendoti il respiro, giorno dopo giorno.

Autostima e sesso, cosa accade dopo la prima volta in lei e lui

 Sesso e autostima: cosa accade in lui ed in lei dopo la prima volta? Se lo è chiesto un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori afferente alla Penn State University negli USA. La ricerca, coordinata dalla dottoressa Eva Lefkowitz, è stata pubblicata sulla rivista di divulgazione scientifica Journal of Adolescence.

Gli autori hanno ricavato i dati per la loro indagine da un monitoraggio della durata di quattro anni, condotto su un campione di 434 studenti e studentesse, di età compresa tra i 17 ed i 19 anni.
Di questi, 100 hanno avuto il loro primo rapporto sessuale proprio nel corso dell’analisi, il che ha permesso agli studiosi di analizzare lo stato d’animo e le emozioni provate dai giovani subito dopo la loro prima volta, con particolare riferimento proprio a cosa accadeva all’autostima.

Litigi di coppia, emozioni più sentite dalla donna

 Emozioni che si scatenano durante e dopo un litigio all’interno di una coppia. A capirle meglio, analizzando le diverse reazioni femminili e maschili ai diverbi, ci viene incontro un recente studio pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica Intervención Psicosocial. Ad effettuare la ricerca un’équipe di psicologi afferente all’Università di Granada, in Spagna, composta da Inmaculada Valor Segura, Francisca Expósito e Miguel Moya del Dipartimento di Psicologia sociale dell’ateneo spagnolo.

Nel corso di una discussione, malgrado dai rilievi degli autori risulti che siano proprio gli uomini ad usare toni più aggressivi e a denotare un maggior accanimento, a conti fatti sarebbero le donne a percepire maggiormente le emozioni mentre il sesso maschile non se la prende più di tanto.