Capire la timidezza

Capita molto spesso, che un genitore, senta quanto i propri bambini siano timidi, non riescano a socializzare bene e quei pochi rapporti che hanno sono molto basati su equilibri difficili da tenere. Quando tra le sue amicizie, poi si include una bambina o un bambino, molto più esuberante, diventa un dramma, perché si rischia che il piccolo diventi proprio duro da aprirsi al mondo e pronto a chiudersi in se stesso, o ad avere atteggiamenti aggressivi e violenti.

Ogni bambino, è diverso da un altro ovviamente, ma c’è da dire che ogni comportamento umano nasconde in se un messaggio preciso ed innato. Importante è cominciare ad analizzare nei propri figli una sorta di analisi, per evitare di additarli oppure di esprimere giudizi su di loro, ma invece, chiedere più spesso se serve qualcosa, che prospettive ha per il futuro (non lavorative ovviamente trattandosi di bambini), tipo quali amichetti vorrebbe frequentare, se vuole intraprendere un’attività sportiva o quanto altro.

Segreti di felicità

Stress, noie, problemi, tensioni, ansie, paure e quanto altro stanno rendendo la vostra vita un inferno? Non riuscite più ad essere proprietari delle vostre azioni e soprattutto non riuscite più a capire che fine ha fatto la vostra vita che per motivi di lavoro ed impegni non vi lascia più in pace? Oggi vi sveliamo alcuni dei segreti della felicità!

Partiamo allora dalle basi che ci offre l’associazione Action for Happiness co-fondata da Richard Layard, professore di economia della London School of Economics. Questa associazione, ha fondato un nuovo movimento che cerca di diffondersi in tutto il mondo per parlare di felicità, per essere felici e che cerca di farsi strada tra i tanti stress della vita. Sembra che a farne parte sia anche il Dalai Lama.

Numerologia tantrica per affinità di coppia

Oggi parliamo di qualcosa di scientifico che però può essere molto sfizioso: la numerologia tantrica. Stiamo parlando di una scienza che riesce a studiare una persona com’è, com’è il suo carattere, proprio partendo dall’assunto numerico delle lettere del suo nome e cognome. In primis è necessario effettuare una conversione di tutte le lettere in numeri basati dall’uno al nove e questo lo possiamo fare così:

  • A, J, S si converte a 1
  • B, K, T si converte a 2
  • C, L, U si converte a 3
  • D, M. V si converte a 4
  • E, N, W si converte a 5
  • F, O, X si converte a 6
  • G, P, Y si converte a 7
  • H, Q, Z si converte a 8
  • I, R si converte a 9

Figli per le coppie di fatto: desideri

Oggi parliamo di un fattore psicologico che colpisce ben l’85% degli esseri umani eterosessuali. Sembra infatti, che secondo recenti ricerche, su un campione di 5.000 persone intervistate, l’85% degli stessi riesca ad accettare l’idea che un bambino abbia due mamme, ma con molta difficoltà riesce ad accettare una coppia con un bambino composta da due papà. Il risultato di questa ricerca svoltasi negli Stati Uniti, è che la figura materna ha una necessità non indifferente nell’immaginario collettivo, al punto che le inclinazioni sessuali diventano discriminanti anche per i figli.

Ulteriori ricerche tenutesi in altre Università, però, dichiarano che l’omosessualità negli individui maschi adulti, porta ad avere anche un enorme senso materno e che quindi le richieste di adozione (nei Paesi dove possibile) delle coppie di fatto, formate da soli uomini è grande e pari a quello delle donne.

La psiche di cani e gatti

Parliamo oggi di un argomento alquanto interessante per tutti i possessori di teneri animali domestici. Che siano cani o gatti, non è un problema, questo perché solitamente l’essere umano che ha un animale in casa, adora stare con il suo cucciolo e molto spesso lo vede e lo tratta come un rifugio psicologico per uscire dalla realtà. Tanti sono i casi anche di personaggi famosi inseparabili dai propri cuccioli, che li fanno diventare proprio come un life style.

Quello che molte persone non sanno però, è che anche il nostro fido animale domestico può sentirsi caricato di stress e di un eccessivo peso per le responsabilità di cui lo carichiamo. Questo perché vengono a diventare come spugne assorbenti delle ansie e dello stress dei propri padroncini.

Superiamo la paura

Dopo tanto aver parlato di fobie, paure, ansie e quanto altro, oggi vediamo insieme qualche piccolo consiglio da tener presente per superare le paure di tutti i giorni. La paura come ben sappiamo, ci crea l’handicap per eccellenza di immobilizzarci, paralizzare i nostri movimenti e le nostre corde vocali (spesso) nei momenti meno opportuni.

Se siamo degli ansiosi che si fanno prendere da fobia e paura in una serie di situazioni che potrebbero sembrare comuni per molti, ed addirittura ridicole alla maggior parte delle persone, andiamo a leggere questi piccoli e brevi consigli, per superare l’invadente paura che ci attanaglia.
Casi più diffusi sono, quelli in cui si ha una sorta di paura legata alle esibizioni pubbliche. In questo caso, l’apprensione di cui parliamo si chiama “ansia sociale”. Questa fa parte del funzionamento psicologico normale dell’individuo, ma in alcuni non è presente. Come mai? Bene, vediamo perché.

La sindrome di Penelope, anziane affette da nostalgia e tristezza

 La sindrome di Penelope: quel continuo, angoscioso, pacato e rassegnato aspettare che accada qualcosa, che ritorni a casa qualcuno a colmare il vuoto lasciato dagli anni, aperto come una voragine nel petto. Quella triste consapevolezza che invece non accadrà nulla, nessuno busserà più alla porta, il tempo perso non tornerà perché la vita è trascorsa ed il resto, quello che ne rimane, è contrassegnato da una solitudine e da un dolore muto destinati a durare fino alla fine dei propri giorni.

Solitudine, tristezza e nostalgia sono i tarli che rodono e consumano lentamente il benessere psicologico delle donne anziane. I ricercatori dell’Università di Messina hanno accertato, in un recente studio, che a soffrire maggiormente della sindrome di Penelope, com’era d’altra parte ovvio, sono le vedove ed in generale chi è rimasta sola per un motivo o per un altro.

Diventiamo ottimisti (parte 2 di 2)

Dopo aver visto quanto le ricerche del dottor Ed Diener siano significative per garantirci felicità e salute, andiamo a scoprire come creare questo benessere soggettivo, aumentare quindi salute e longevità di circa il 14% rispetto allo status normale, e di oltre il 25% rispetto a quella di un pessimista.

L’input principale è quello di aumentare la propria autostima. Infatti, credere in se stessi è l’arma vincente per non mettere a rischio il proprio benessere psicologico e corporeo. Si tratta di alcune semplici regolette che possono aiutarci nella vita di tutti i giorni.
Come prima imposizione da darci, abbiamo l’ascolto giusto dei nostri pensieri, non minimizziamo mai le nostre capacità personali di riflettere su situazioni e dare un giusto peso alle nostre opinioni, quando ci viene posta la possibilità di scegliere.

Diventiamo ottimisti (parte 1 di 2)

Oggi parliamo di qualcosa che può renderci felici. Partiamo dall’analisi di uno studio recente legato a prove scientifiche che parlano di felicità dell’individuo, ed arriviamo poi ai consigli pratici per diventare felici. Ma andiamo per grado.

Come prima cosa, possiamo parlare di una distinzione cardine che ci permette di dividere l’essere umano, per categorie a seconda di una serie di caratteristiche della psiche che fanno la differenza tra i soggetti. Nel dettaglio, possiamo analizzare ben due categorie (scientificamente non esiste una via di mezzo). Stiamo parlando dei pessimisti, cioè coloro che vedono la vita in nero e con le sfumature del grigio, e gli ottimisti, coloro che riconoscono i colori ed amano il bianco.

Necrofobia, la paura della morte


Necrofobia, la paura della morte

La necrofobia, da necros (morte) e phobos (paura, terrore) è la paura della morte e di tutto quanto concerne questa sfera, dai cadaveri ai cimiteri alle bare, all’ossessione di poter morire che affligge di continuo la quotidianità.

A volte, la paura irrazionale e costante della morte ha origine da un evento traumatico, come aver assistito alla morte di qualcuno oppure essere rimasti gravemente feriti.
Gli attacchi possono scatenarsi anche alla vista di cose morte, da una mummia a tutti gli oggetti che rappresentano in qualche modo reperti inerenti la sfera dei defunti.

Lo psicologo di base

 Uno psicologo di base a disposizione dei pazienti proprio come avviene con il medico di famiglia. E’  la proposta avanzata nell’ambito del convegno Il Camice invisibile, promosso dall’Ordine degli psicologi della Campania, in collaborazione con l’Istituto italiano per gli studi filosofici presso il Palazzo Serra di Cassano a Napoli.

Una richiesta che nasce dall’esigenza di rispondere ai bisogni più profondi del paziente, inteso come soggetto psichico oltre che fisico. Spesso infatti non si ricorre allo psicologo per disagi che nascondono problemi mentali e comportamentali e per i quali è proprio lo psicologo la figura più indicata.

Psicologia dei disturbi erettili

La popolazione maschile tra i 18 ed i 60 anni, nel ben 10% del totale, soffre di un disturbo alquanto fastidioso, che è quello dell’erezione genitale impotente. La percentuale di cui parliamo deriva da uno studio ben preciso, che però sta dimostrando come nell’ultimo periodo con l’aumentare dello stress, arrivati circa a 40 anni aumenta ancora di più.

Questo disturbo dal punto di vista psicologico, diventa un massacro per l’uomo, ed è un problema difficile da affrontare, anche perché l’uomo ha una sorta di paura anche nel comunicarlo a medici o psicologi. Il fatto è che per “guarire” da questa patologia, c’è la necessità di parlarne. La caratteristica di questo disturbo è nota soprattutto quando diviene persistente, ovvero, quando in qualsiasi situazione, l’individuo maschio adulto prova incapacità nel raggiungere oppure mantenere una adeguata erezione, fino al termine del rapporto sessuale. Questo avviene anche nel caso in cui il desiderio sessuale sia presente.

Gravidanza serena

Una branca molto interessante della psicologia di cui spesso ci siamo interessati, è quella prenatale. Il riscontro psicologico di questa parte della psicologia è avvenuto negli ultimi anni e soprattutto è molto prepotente soprattutto in Italia.
Molte le ricerche che sono state condotte in questo ambito e quasi tutte hanno dimostrato che il feto umano, già da quando è all’interno del grembo materno, non ha la necessità di cibarsi di materie prime, bensì anche di emozioni. E per cibarlo di emozioni e sentimenti, ci vogliono gli organi esterni della madre che si interfacciano al mondo.

La vita quotidiana non solo fisica, ma anche mentale ha una importanza interessante a livello relazionale tra madre e figlio, già quando quest’ultimo è nel pancione. Curiosa la tipologia di conteggio anagrafico fatta in Cina, infatti, che conta l’età dell’individuo già da quando è nel pancione della mamma. Questo fa capire molto di quanto le filosofie di pensiero orientali siano più avanti sotto buona parte degli aspetti psico cognitivi dell’individuo. Anche per il trattamento, infatti, la futura mamma è messa durante la gravidanza, nelle condizioni di vivere il periodo pregnante in tutta la tranquillità e serenità di cui ha bisogno, solo per far si che il feto sia sereno e non ne risenta dal punto di vista delle sensazioni.

Acrofobia, una pillola al cortisolo per guarirla

 Acrofobia, dal greco ákros, alto, è la paura delle altezze e dei luoghi elevati. Una sensazione di panico affligge chi ne soffre al punto che cammina gattoni, si piega su se stesso e cerca in ogni modo di tornare in una posizione più bassa.

In aiuto per chi ne soffre arriva una pillola al cortisolo, l’ormone dello stress prodotto dalla ghiandole surrenali, che da una recente ricerca pare possa contribuire a ridurla.
A dirlo sono i ricercatori della Basel University in Svizzera in uno studio pubblicato dalla rivista di divulgazione scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.