Lo stress da lavoro come malattia

Lavorare tanto può portare veramente a problemi fisici o psicologici? Il lavoro crea dipendenza? Ebbene sembra che chi non riesce a staccare la mente dall’ufficio e dagli impegni di lavoro, potrebbe essere “malato” di workaholism, una sorta di patologia che colpisce il lavoratore come l’alchol colpisce il bevitore.
La dipendenza dal lavoro è stata studiata sin dagli anni ’70 e definita come Work Addiction.

Non è facile fare una diagnosi e soprattutto far capire a chi ne soffre che non è nel giusto. Chi pensa che il dedicarsi anima e corpo al lavoro per sostenersi economicamente o quanto altro è un workaholic che tende a cancellare tutti i tipi di attività extra che potrebbero dare un vero senso alla vita fuori da quella lavorativa.

Le donne maturano prima degli uomini. Lo sostiene una ricerca

Un pò lo sospettavamo, ossia che il benessere psicofisico non può che esser figlio della maturità. Ma di questo ora ce ne dà conferma una ricerca della University of Alberta, pubblicata su Developmental Psychology. L’equilibrio psicologico si stabilisce solo ad adolescenza conclusa e in questo le ragazze sono più ‘precoci’.   

Nancy Galambos, psicologa e docente ha preso in esame un campione di persone per sette anni e ne ha documentato la transizione dall’adolescenza all’età adulta  e dunque il periodo che va dai diciotto ai venticinque anni, valutandone il grado di benessere, la serenità e la coscienza di sè.

Uomini: la scelta della donna

 

La scelta della propria donna è una pratica che già dalla preistoria conserva una certa importanza per il soggetto maschile. Le donne spesso si sono poste la domanda di come gli uomini giudicano certi criteri. Per comprendere meglio alcuni aspetti della psiche maschile, andando ben oltre allo sguardo superficiale, è stata necessaria una ricerca che ha condotto l’Università del Texas ad Austin.
La ricerca ha evidenziato che gli uomini sono più attenti verso alcune caratteristiche delle donne che non ad altre. In base al tipo di relazione che vogliono mettere in atto si basano su alcuni valori.

La Medicina si fa di “genere”

Lo sapevate che per la medicina siamo tutti maschi?  O che i farmaci si sperimentano prevalentemente sugli uomini, anche quando si tratta di malattie che colpiscono nella stessa misura le donne?  Tale ‘discriminazione‘ , ha delle conseguenze di non poco conto, le donne infatti, corrono un rischio maggiore, del ben il 50 per cento, rispetto agli uomini, di subire reazioni avverse da farmaci, e corrono un pericolo molto superiore di morire per diagnosi errate o sottovalutazione dei sintomi, soprattutto per quanto concerne le malattie cardiovascolari e tumorali.

Felicità e crescita personale nell’era di Internet

I nostri tempi sono sempre più frenetici: siamo abituati ad interagire in tempo reale e un’attesa di pochi minuti riesce a stressarci. Abbiamo inoltre a disposizione più informazioni di quelle che siamo davvero in grado di assimilare. Come possiamo quindi orientarci per essere felici e per trovare un nostro percorso di miglioramento tra le infinite possibilità che ci si aprono davanti?

Le donne con i tacchi non affascinano più

 

Uno studio fatto dagli scienziati della Northumbria University, ha analizzato un riferimento che molto spesso riguarda solo i feticisti, ma che in questo caso servirebbe per dare un input maggiore per le affezioni tra uomo e donna. I risultati della ricerca sembrerebbero affermare che gli uomini non fanno più caso a che tipologia di calzature portino le donne.

Tutte le attenzioni delle donne riposte nella scelta accurata della calzatura, altro non sarebbe che “tempo perso”. Questo perchè lo studio ha dichiarato che le calzature non rivestono alcun tipo di fattore seduttivo nei confronti degli uomini.

Le nuove sfide ci rendono più forti

Superare un proprio limite o rimanere ciò che si è, senza tentare di prendere nuove strade, quando il nostro attuale percorso, ci conduce per vicoli ciechi? E’ un ‘Essere o Non Essere‘ del fare. La verità è che ciò che c’atterrisce del cambiamento o dell’idea di un cambiamento , è soprattutto l’ignoto che questo sempre comporta. Secondo gli studiosi di psicologia sociale, nel momento in cui questo accade, nelle persone si hanno due diversi atteggiamenti: i pessimisti e i proattivi. E’ importante agire come i proattivi e dunque, sfruttare il momento particolare per individuare nuove opportunità, fino a migliorare la situazione in cui si pensava di stare bene fino ad un attimo prima.

Affinché questo accada, bisogna innanzitutto essere dotati di autostima. Se infatti sapete di avere un buon rapporto con  la vostra capacità di socializzare, non vi preoccuperete più di tanto, mettendo in moto un circolo positivo di azioni e reazioni, che vi porteranno a trovare un nuovo ‘status quo’. L’equilibrio inoltre è fondamentale, permette di non cadere nel tranello del tutto e subito che di solito fa correre più rischi che offrire opportunità.

Uno spray nasale contro la timidezza

 

Le persone timide sembrano non avere vita facile oggi, anche se molto spesso si nascondono dietro identità virtuali per fare una socializzazione diversa. I ricercatori del Seaver Autism Center for Research and Treatment di Israele e della Columbia University hanno condotto uno studio in sinergia che è stato di recente pubblicato sulla rivista specialistica Psychological Science. Parliamo di una nuova “cura” alla timidezza.

Il segreto per superare questo scoglio starebbe in un componente conosciuto come ossitocina, noto nell’ambiente anche come l’ormone dell’amore. L’ormone in questione è associato ad un aumento dei legami empatici tra genitori e figli, ma le recenti scoperte portano a parlare anche di un aumento di socialità per chi è timido. Le persone con le carenze sociali o le persone autistiche, sarebbero pazienti ottimali.

Ma quanto spendo?

Molto spesso non abbiamo un’idea precisa della nostra situazione finanziaria. Non riusciamo sempre a calcolare l’impatto di numerosi acquisti che, sommati gli uni agli altri, rischiano di svuotarci le tasche senza che si riesca ad esserne perfettamente consapevoli. Inoltre a volte abbiamo le idee confuse sull’ammontare delle nostre tasse e delle nostre bollette. E’ ora di prendere la situazione in mano: grazie a dei piccoli accorgimenti, saremo infatti in grado di fare il punto della nostra situazione economica e di iniziare a gestire con precisione le nostre uscite.

Sigaretta? No grazie!

Purtroppo il vizio del fumo è in aumento. Gli ultimi dati dell’Istituto Superiore della Sanità infatti, parlano chiaro: in Italia sono ben tredici milioni a fumare, il 27% hanno dai quindici anni in su. Le fasce più colpite, sono le giovani e le donne, con una leggera flessione per queste ultime. E non dimentichiamo che il fumo uccide. E che questa frase scritta sui pacchetti delle sigarette, corrisponde assolutamente al vero.

E’ infatti quanto afferma Romano Ricci, presidente di Reach Italia Onlus

Ogni anno muoiono ottantamila persone a causa del fumo.

Nella lotta al tabagismo è dunque importante, altresì informare ma soprattutto prevenire, infatti l’età della prima sigaretta, si è abbassata, arrivando addirittura agli undici anni.

La felicità passa per la cucina

Per il nostro benessere, non è solo importante cosa mangiamo, ma anche il come. Ad esempio, cucinare in coppia può essere un modo per ritrovare l’intesa con il partner: si parla infatti di cooking therapy e l’obiettivo è aumentare la complicità liberando la fantasia tra i fornelli. Non solo: gestire in modo creativo la cucina e i momenti ad essa legati può aiutare a ridurre lo stress legato ai lavori domestici.

Superare gli attacchi di panico è possibile

 

A parlare di questa patologia molto comune agli esseri umani è il Dottor Baranello, scienziato e psicologo italiano, studioso delle teorie emotocognitive che parla di tecniche alternative. Ovviamente parliamo degli attacchi di panico, che colpiscono moltissime persone ansiose e che secondo il dottore dovrebbero poter guarire da questa “pressione psicologica”, senza farmaci e senza il bisogno della psicoterapia. La riabilitazione è basata tutta sulle teorie emotocognitive applicate alla materia clinica psicologica.
Secondo il medico, l’attacco di panico non deve essere considerato come una sorta di malattia, ma semplicemente come una reazione, una funzione fisiologica dell’organismo che qualora venga trattenuta, può creare solo danni ulteriori.

In Giappone la morte la incontri sul web

Pare che il numero di giapponesi che hanno posto fine alla propria vita in gruppo, dopo essersi incontrati su Internet  (la cosa più singolare e inquietante, è che pur essendo tutti degli estranei, non sono tanto spaventati dal dover morire ma che accada in solitudine ; in questo modo l’incontro sul web, dà loro il coraggio per suicidarsi!), purtroppo sia schizzato a cifre impressionanti.

Addirittura il Paese del Sol Levante, si pone al primo posto per il più alto tasso annuo di suicidi. E se nel 2006 si trovava al nono posto assoluto nel mondo, tre anni dopo, il numero dei suicidi ha oltrepassato per il dodicesimo anno consecutivo la soglia dei trentamila.

Differentemente dalla cultura occidentale, quella orientale non ha alcuna preclusione nei confronti della morte autoindotta, non solo: il suicidio era considerato una volta addirittura un rituale che restituiva l’onore ai guerriglieri samurai e oggi è considerata una risposta, terribile a dirsi ma efficace e definitiva al fallimento in amore o nel lavoro. Tali ambiti, per un popolo così competitivo, rivestono un’importanza davvero cruciale: il non riuscire in uno di questi, genera una frustrazione davvero profonda e spesso irrimediabile.

L’autostima passa attraverso il “NO!”

Spesso si crede ed erroneamente, che chi acconsente sempre ad ogni richiesta e non mostra la propria contrarietà, chi nasconde il proprio dissenso, sia di fatto ‘molto gentile’, piuttosto che una persona che non rispetta se stessa o che si vuole molto poco bene.

Per capire se siamo persone estremamente assertive (ma chi lo è, non nutre dubbi al riguardo), basta porsi queste domande: “Dite di sì quando vorreste dire il contrario?”  “Vi considerate così gentili da dover negare a voi stessi qualsiasi sentimento di rabbia?“.  Queste infatti, come sostiene Corinne Sweet, nel suo libro “Come dire di no” (2004, Gruppo Editoriale Armenia), sono le riflessioni necessarie da fare per realizzare se si sia vittime o meno della difficoltà di dire di no. E  non si creda sia un banale problema psicologico, perché purtroppo non lo è affatto e riguarda un gran numero di persone.