Sindrome del cuore infranto per le donne abusate

La violenza sule donne non lascia segni solo di tipo psicologico ma può arrivare a lasciare dei segni fisici permanenti come la Sindrome del cuore infranto, ovvero un tipo di cardiomiopatia che colpisce quasi esclusivamente il sesso femminile.

Ricerca, dimostrato legame tra disoccupazione, stress ed infarto

La disoccupazione, soprattutto in questo periodo di crisi economica e finanziaria, è tra le principali fonti di stress ed ansia ; ciò evidenzia come i fattori socio-economici possono influenzare lo stato di salute delle persone. Ora, un nuovo studio condotto negli Stati Uniti, suggerisce come la perdita del lavoro sia legata ad un maggiore rischio di essere colti da infarto miocardico acuto (AMI).

Sesso contro l’infarto

Se il sesso è considerato uno dei tabù per eccellenza, oggi vediamo il godimento fisico sotto un altro punto di vista, più psicologico, ma soprattutto legato al mondo dello stare bene oltre il mero godimento fisico.
Da una recente ricerca effettuata dai ricercatori del Tufts Mediacal Centre e della Harvard School of Public Health, basati su dei casi reali di pazienti del centro, si è scoperto che fare poco sesso può portare ad un infarto. Non fare l’amore è stato infatti uno dei casi che ha portato gli individui analizzati ad avere uno status di infarto.

Il sesso al maschile fatto sia con il proprio partner o con l’amante (anche se in questo caso può portare ad altri problemi), secondo quanto si legge dallo screening della ricerca, potrebbe essere un metodo infallibile per ridurre notevolmente la percentuale ed il rischio di infarto. Ovviamente data la situazione, il sesso con il partner è di sicuro un aiuto, mentre il sesso fatto con l’amante di turno potrebbe essere a volte anche controproducente perché l’ansia e lo stress del passare una notte oppure di fare una sveltina senza tranquillità, lontano dal letto oppure con l’ansia di essere scoperti, potrebbe veramente essere un problema per il cuore.

I problemi cardiaci sono i killer numero uno per le donne

 

Lo immaginavate? I problemi cardiaci sono i killer numero uno per le donne ma spesso lo ignoriamo (e ugualmente fanno i medici, più attenti agli uomini). In realtà è una vera e propria emergenza medica e sociale, infatti in Italia, circa 120.000 donne, sono vittime di malattie di cuore, prima causa di morte femminile ma anche di infermità. Tale particolare situazione, ce la spiega bene  M. Grazia Modena, direttore del dipartimento di Cardiologia del Policlinico di Modena:

Solo che nei maschi il problema si fa vivo prima: già dai 45/50 anni, mentre nelle donne dopo i sessanta. Motivo: fino alla menopausa (e dopo, per un pò) il cuore femminile è protetto dall’azione degli estrogeni che mantengono giovane ed elastico l’endotelio vascolare e rallentano la formazione di placche  sulle arterie. Quando questa specie di ombrello ormonale viene a mancare le cose cambiano, e di colpo aumentano i fattori di rischio (vedi sovrappeso, pancetta – di tipo androide la più pericolosa – alterazioni del metabolismo glucidico, colesterolo alto, ipertensione).