Quanti di voi utilizzano in cucina il sale? Quanti, per rendere più gustosi i piatti che serviamo sulla nostra tavola, tendono ad abbondare con le dosi di sale per non rendere i cibi sciapi? In moltissimi casi è stato confermato che il sale, se usato con dosi eccessive, può compromettere fortemente la salute dell’individuo portando ad un aumento spropositato della pressione sanguigna. Solitamente la motivazione che spiegava questa reazione era la ritenzione idrica. Si riteneva, infatti, che un aumento dei liquidi dall’esterno all’interno dei vasi sanguigni fosse dovuto ad un eccessivo consumo di sale da cucina. Ma la ricerca di cui vi vogliamo parlare oggi, in parte, smentisce questo assunto.
pressione
Stress e danni da call center
Quante volte siamo stati ossessionati dai jingle musicali che ci intrattengono al telefono? Noi proviamo a parlare con un operatore e veniamo intrattenuti per dei minuti interminabili dal ritmo di qualche canzone. Fino a qui niente di strano, oltre al perdere la pazienza. Ma un recente studio inglese ha confermato che l’intrattenersi molto tempo a telefono per parlare con un operatore di un call center potrebbe danneggiare la nostra salute psicofisica.
Al risveglio il cervello è pigro
Svegliarsi la mattina e alzarsi dal letto per alcuni è davvero un momento difficile. Quante volte abbiamo detto “ancora cinque minuti” e abbiamo staccato la sveglia, aspettando un altro po’ per poter carburare e iniziare la giornata nel verso giusto. Vi avranno chiamati dormiglioni, ma in realtà c’è una motivazione scientifica alla base di questo risveglio un po’ pigro. Un recente studio italiano del Dipartimento di Psicologia della Sapienza e dell’Associazione Fatebenefratelli per la Ricerca (AFaR) in collaborazione con ricercatori dell’Università dell’Aquila e di Bologna lo ha confermato. Quando ci addormentiamo il cervello diminuisce la sua attività elettrica e si entra in uno stato chiamato “inerzia del sonno”.
Lo stress si combatte allattando
La notizia risulterà strana, considerando tutta la stanchezza e lo stress che una gravidanza comporta per una donna. Ma come dire? Come nella migliore tradizione, guardare quel piccolo pargoletto fra le proprie braccia fa in modo da spazzare via tutte le cose brutte accumulate. Ma soprattutto l’allattamento al seno comporterebbe meno stress. Ciò è quanto è stato affermato da uno studio dell’Università della California, descritto su Psychological Science, che ha effettuato una serie di test su un gruppo di 55 donne, tra cui erano presenti 18 mamme che allattavano al seno, 17 che allattavano artificialmente e 20 che non avevano figli.
Stress da troppi amici su Facebook
Li chiamiamo amici, genericamente, in realtà sono più che altro contatti, legami familiari, conoscenti, colleghi, parenti. Troppi, a volte, tanto da scatenare una sorta di ansia, rappresentando un vero e proprio fattore di stress da Facebook. A dirlo è un recente studio effettuato da un’équipe di ricercatori della Edinburgh Napier University, coordinata dalla dottoressa Kathy Charles.
Studio che peraltro, appena pubblicato, è già stato criticato in validità per via di una metodologia abbastanza discutibile. Gli autori hanno infatti interpellato, con un sondaggio somministrato online, un campione molto esiguo di persone, 175 studenti, per 3/4 donne, invitandoli ad esprimere i sentimenti nutriti verso il popolare social network.